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Avec son trompette
(omaggio
ad Edouard Detaille e a Lucien Rousselot: ufficiale e tromba dei Dragoni
dell’Imperatrice, uniforme da campagna 1811-14 - "Il soggetto è tratto - con
l’opportuno adattamento al Primo Impero - da una tela di Detaille
raffigurante un gruppo di corazzieri nelle uniformi del Secondo Impero. Nel
mio lavoro, invece, sotto lo stesso cielo decisamente minaccioso di quello
impresso sulla tela dall’insigne Maestro francese, ecco apparire un
ufficiale ed un trombettiere dei Dragoni dell’Imperatrice, nelle rispettive
uniformi da campagna previste nel periodo tra il 1811 ed il 1814. L’ufficiale,
inferiore in quanto la sola spallina sinistra risulta frangiata in
canutiglia dorata, indossa il surtout verde scuro, con lunghe falde a
risvolti scarlatti, guarniti dal fregio a granata dorato, ad un solo petto
ed abbottonato da un’unica fila di 9 bottoni dorati (si noti la
caratteristica cordellatura dorata, distintiva degli ufficiali della
Guardia). I calzoni sono in tessuto grigio ed indossati senza ghette,
utilizzate con altri tipi di pantaloni per una migliore calzata degli
stivali da cavalleria pesante, alti e con paraginocchio (questi ultimi
sembrano essere del tipo semi-rigido, con paraginocchio leggermente mobile).
Gli speroni, per tutti i ranghi di questo prestigioso reggimento della
Guardia, sono in ferro brunito, fissati al piede dello stivale mediante
cinghietta in cuoio nero. Tra gli accessori, i guanti bianchi con parapolso
(d’ordinanza per tutta la cavalleria pesante ma utilizzati anche dai
lancieri) cosiddetti “alla moschettiera” che, per la particolare situazione
prospettica del braccio destro, lasciano scorgere la profilatura scarlatta
dei paramani del surtout, guarniti da 3 bottoni dorati. Il cinturone, con
fibbia rettangolare in rame dorato ed i pendagli reggi sciabola, sono in
cuoio tinto bianco. La sciabola, a lama leggermente ricurva e con fodero in
rame con fornimenti in cuoio nero, ha l’elsa ornata da un fregio a granata e
dragona dorata (particolari qui non visibili). L’elmo, dalla elegante,
slanciata e caratteristica foggia neoclassica, ha crine di cavallo nero
fissato all’alto ed istoriato cimiero in rame dorato, con l’eccedenza del
crine stesso che fuoriesce a ciuffo da un bulbo dorato posto alla sommità
del cimiero. Il turbante è guarnito in pelle di leopardo (elemento condiviso
anche con sottufficiali e truppa in questo reggimento) ed il profilo della
visiera ha un sottile rinforzo in rame dorato. Nonostante la tenuta di
campagna, l’uomo non ha rinunciato a guarnire l’elmo con il vistoso
pennacchio scarlatto, comunque d’ordinanza anche se di non frequentissimo
utilizzo in operazioni, fissato al reggi-piumetto che si trova davanti
all’orecchione sinistro. La bardatura del cavallo è quella regolamentare per
quel periodo e tenuta, con gualdrappa verde scuro profilata in scarlatto e
gallonata in oro (gallone più spesso all’esterno) con fregio di corona
dorata ai vertici posteriori e copri fonde in tessuto verde scuro a triplice
ordine, anch’essi bi-gallonati in oro e profilati in scarlatto. Forse la
gualdrappa risulta leggermente più inclinata ed angolata rispetto al
previsto ma il cosiddetto “fuori ordinanza” era, per la quasi totalità degli
ufficiali di ogni arma e specialità (specialmente per la Cavalleria),
praticamente la regola. Il seggio della sella è foderato e cucito in tessuto
bianco. La testiera e le redini sono in cuoio naturale con fibbiame dorato e
comprendono una capezzina a false redini color aurore-dorato, mentre gli
staffili da ufficiale sono in cuoio rossastro. Il pettorale del cavallo è
orizzontale (come per la cavalleria pesante e per i reggimenti dragoni di
linea). Dragoni dell’Imperatrice e Cacciatori a Cavallo della Guardia
montavano, ove possibile, cavalli sauri nelle varie tonalità del suddetto
mantello. Il giovane trombettiere indossa il surtout celeste
ad un solo petto chiuso da 9 bottoni dorati, con colletto e spalline non
frangiate, profilati in oro e cordellatura blu ed oro (parimenti a quella
della tromba che ha fatto passare diagonalmente attorno al busto). Come
tradizione per quasi tutti i musicanti “criniti”, anche il nostro fa garrire
al vento una criniera bianca ed ha corredato l’elmo del previsto pennacchio
celeste. La bardatura del cavallo (grigio come tradizione per i
trombettieri) è analoga a quella dell’ufficiale, salvo che per il color
aurore in luogo dell’oro, per il celeste in luogo del verde scuro e per la
valigia ed il mantello (con pistagna scarlatta) posti sul retro della sella.
Nota tricolore... E' interessante ricordare che, tra gli ufficiali che hanno
svolto alti incarichi di comando in questa unità della Guardia Imperiale,
alcuni avevano nomi dalle curiose sonorità Italiane: nel 1806, ad esempio,
il comandante del reggimento era tale Arrighi de Casanova, mentre nel 1813
era il Conte d’Ornano. Ma il più noto, e forse colui che ha per sempre
legato il suo nome al reparto, è il Colonnello Letort che, alla sua testa
nelle ultime, epiche cariche, troverà la morte sul campo di Waterloo.
Bibliografia uniformologica: Lucien Rousselot nonchè Officers et Soldats:
LA GARDE IMPERIALE, Tome 2, Les troupes a cheval, par Andrè Jouneau et Jean
Marie Mongin, Histoire et Collactions". S.M.) |