Galleria Stefano Manni

Una finestra aperta sulla «grande époque»

Benvenuto nel mio sito internet, una galleria virtuale che offre un catalogo della mia produzione artistica: dai paesaggi giovanili alla più matura esperienza nella celebrazione della «grande époque» napoleonica, con qualche accenno all'uniformologia delle Forze Armate Italiane ed alla ritrattistica.

Dopo aver visionato i miei dipinti firma cortesemente il libro degli ospiti.

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Stefano Manni

Aggiornato a martedì 10 agosto 2010 - Web Master

Paesaggi Napoleonica Ritratti Forze Armate Italiane Studi

Ultimi inserimenti

2.VIII.2010

Avec son trompette

13.VII.2010

A Cherbourg a cheval

 

16.V.2010

Soiree

 

In primo piano

 

In lavorazione

 

Artigliere a Cavallo della Guardia Imperiale

uniforme da campagna 1804 - 1808

omaggio al Detaille e tributo alla enciclopedica conoscenza del Rousselot

Avec son trompette  (omaggio ad Edouard Detaille e a Lucien Rousselot: ufficiale e tromba dei Dragoni dell’Imperatrice, uniforme da campagna 1811-14 - "Il soggetto è tratto - con l’opportuno adattamento al Primo Impero - da una tela di Detaille raffigurante un gruppo di corazzieri nelle uniformi del Secondo Impero. Nel mio lavoro, invece, sotto lo stesso cielo decisamente minaccioso di quello impresso sulla tela dall’insigne Maestro francese, ecco apparire un ufficiale ed un trombettiere dei Dragoni dell’Imperatrice, nelle rispettive uniformi da campagna previste nel periodo tra il 1811 ed il 1814. L’ufficiale, inferiore in quanto la sola spallina sinistra risulta frangiata in canutiglia dorata, indossa il surtout verde scuro, con lunghe falde a risvolti scarlatti, guarniti dal fregio a granata dorato, ad un solo petto ed abbottonato da un’unica fila di 9 bottoni dorati (si noti la caratteristica cordellatura dorata, distintiva degli ufficiali della Guardia). I calzoni sono in tessuto grigio ed indossati senza ghette, utilizzate con altri tipi di pantaloni per una migliore calzata degli stivali da cavalleria pesante, alti e con paraginocchio (questi ultimi sembrano essere del tipo semi-rigido, con paraginocchio leggermente mobile). Gli speroni, per tutti i ranghi di questo prestigioso reggimento della Guardia, sono in ferro brunito, fissati al piede dello stivale mediante cinghietta in cuoio nero. Tra gli accessori, i guanti bianchi con parapolso (d’ordinanza per tutta la cavalleria pesante ma utilizzati anche dai lancieri) cosiddetti “alla moschettiera” che, per la particolare situazione prospettica del braccio destro, lasciano scorgere la profilatura scarlatta dei paramani del surtout, guarniti da 3 bottoni dorati. Il cinturone, con fibbia rettangolare in rame dorato ed i pendagli reggi sciabola, sono in cuoio tinto bianco. La sciabola, a lama leggermente ricurva e con fodero in rame con fornimenti in cuoio nero, ha l’elsa ornata da un fregio a granata e dragona dorata (particolari qui non visibili). L’elmo, dalla elegante, slanciata e caratteristica foggia neoclassica, ha crine di cavallo nero fissato all’alto ed istoriato cimiero in rame dorato, con l’eccedenza del crine stesso che fuoriesce a ciuffo da un bulbo dorato posto alla sommità del cimiero. Il turbante è guarnito in pelle di leopardo (elemento condiviso anche con sottufficiali e truppa in questo reggimento) ed il profilo della visiera ha un sottile rinforzo in rame dorato. Nonostante la tenuta di campagna, l’uomo non ha rinunciato a guarnire l’elmo con il vistoso pennacchio scarlatto, comunque d’ordinanza anche se di non frequentissimo utilizzo in operazioni, fissato al reggi-piumetto che si trova davanti all’orecchione sinistro. La bardatura del cavallo è quella regolamentare per quel periodo e tenuta, con gualdrappa verde scuro profilata in scarlatto e gallonata in oro (gallone più spesso all’esterno) con fregio di corona dorata ai vertici posteriori e copri fonde in tessuto verde scuro a triplice ordine, anch’essi bi-gallonati in oro e profilati in scarlatto. Forse la gualdrappa risulta leggermente più inclinata ed angolata rispetto al previsto ma il cosiddetto “fuori ordinanza” era, per la quasi totalità degli ufficiali di ogni arma e specialità (specialmente per la Cavalleria), praticamente la regola. Il seggio della sella è foderato e cucito in tessuto bianco. La testiera e le redini sono in cuoio naturale con fibbiame dorato e comprendono una capezzina a false redini color aurore-dorato, mentre gli staffili da ufficiale sono in cuoio rossastro. Il pettorale del cavallo è orizzontale (come per la cavalleria pesante e per i reggimenti dragoni di linea). Dragoni dell’Imperatrice e Cacciatori a Cavallo della Guardia montavano, ove possibile, cavalli sauri nelle varie tonalità del suddetto mantello. Il giovane trombettiere indossa il surtout celeste ad un solo petto chiuso da 9 bottoni dorati, con colletto e spalline non frangiate, profilati in oro e cordellatura blu ed oro (parimenti a quella della tromba che ha fatto passare diagonalmente attorno al busto). Come tradizione per quasi tutti i musicanti “criniti”, anche il nostro fa garrire al vento una criniera bianca ed ha corredato l’elmo del previsto pennacchio celeste. La bardatura del cavallo (grigio come tradizione per i trombettieri) è analoga a quella dell’ufficiale, salvo che per il color aurore in luogo dell’oro, per il celeste in luogo del verde scuro e per la valigia ed il mantello (con pistagna scarlatta) posti sul retro della sella. Nota tricolore... E' interessante ricordare che, tra gli ufficiali che hanno svolto alti incarichi di comando in questa unità della Guardia Imperiale, alcuni avevano nomi dalle curiose sonorità Italiane: nel 1806, ad esempio, il comandante del reggimento era tale Arrighi de Casanova, mentre nel 1813 era il Conte d’Ornano. Ma il più noto, e forse colui che ha per sempre legato il suo nome al reparto, è il Colonnello Letort che, alla sua testa nelle ultime, epiche cariche, troverà la morte sul campo di Waterloo. Bibliografia uniformologica: Lucien Rousselot nonchè Officers et Soldats: LA GARDE IMPERIALE, Tome 2, Les troupes a cheval, par Andrè Jouneau et Jean Marie Mongin, Histoire et Collactions". S.M.)


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